Ore 21:30 – DAM
proiezione film
“L’uomo che verrà” (Italia 2010, 117 min.) regia di Giorgio Diritti
Nell’anniversario della Liberazione, un capolavoro del cinema italiano che racconta con sentimento la strage di Marzabotto
Ore 23:30 – FILOROSSO T.A.Z.
Unicalternative Party
musica elettro-rock-reagge-ska
IL FILM. Alle pendici di Monte Sole, sui colli appenninici vicini a Bologna, la comunità agraria locale vede i propri territori occupati dalle truppe naziste e molti giovani decidono di organizzarsi in una brigata partigiana. Per una delle più giovani abitanti del luogo, la piccola Martina, tutte quelle continue fughe dai bombardamenti e quegli scontri a fuoco sulle vallate hanno poca importanza. Da quando ha visto morire il fratello neonato fra le sue braccia, Martina ha smesso di parlare e vive unicamente nell’attesa che arrivi un nuovo fratellino. Il concepimento avviene in una mattina di dicembre del 1943, esattamente nove mesi prima che le SS diano inizio al rastrellamento di tutti gli abitanti della zona.
L’eccidio di Marzabotto è uno di quegli episodi che premono sulla grandezza della Storia per stringerla dentro alla dimensione del dolore del singolo. Per raccontare quella strage degli ultimi giorni del nazifascismo nella quale vennero uccisi circa 770 paesani radunati nelle case, nei cimiteri e sui sagrati delle chiese, Giorgio Diritti si affida a un proposito simile a quello del suo precedente Il vento fa il suo giro : partire dalla lingua del dialetto per raccontare una comunità e dal linguaggio del cinema per costruire un messaggio sull’identità culturale. Rispetto al lungometraggio d’esordio, L’uomo che verrà si confronta direttamente con la memoria storica e tende a ricostruire la storia del massacro in modo strategico ma senza risultare affettato, puntando sul lato emozionale ma mai ricattatorio della messa in scena. Non più il punto di vista di uno straniero che tenta di confondersi e integrarsi con quello di una comunità ostile, ma quello di un piccolo membro di una collettività, Martina, che si congiunge e si scambia con quello di tutte le vittime della strage. Per rendere questa idea, Diritti riscopre la fluidità delle immagini e, lontano dal facile realismo delle immagini sgranate girate con macchina a mano, costruisce scene a volte statiche e a volte in movimento, inquadrature fisse e piani sequenza, ma sempre modulati in funzione dei movimenti e delle emozioni della comunità rurale. La funzione patemica si concede un solo, brevissimo ralenti durante la scena dell’esecuzione, e delega il suo lavoro a delle semi-soggettive a lunga e media distanza dall’evento. La “visione con” di queste inquadrature diviene “con-divisione” di punti di vista e di emozioni sulla tragedia: dietro a quelle nuche che affiorano dai margini delle inquadrature fino ad occludere la visibilità degli scontri, c’è il progetto di una personificazione dello sguardo nella strage, l’idea che dietro ad ognuna di quelle morti ingiustificabili ci sia sempre un corpo e un punto di vista. Sguardi nella tragedia che si fanno sguardi sulla tragedia, per il modo in cui questo visibile parziale richiede il nostro coinvolgimento ottico ed emotivo. La distanza che fin dall’inizio pone l’antico dialetto bolognese si annulla così grazie alle scelte di messe in scena di Diritti, che elabora un modo di vedere la guerra dove non c’è bisogno di suddivisioni manichee o di una crudeltà pittoresca per comprendere da che parte stare. Per capire che i “partigiani” di oggi sono quelli che sanno collocare il proprio sguardo sul passato in prospettiva di un futuro pacifico di condivisione che ci riguarda tutti.

Un saggio diretto alla comprensione dell’attuale crisi partendo dal suo principale fautore: il sistema finanziario occidentale. Uscito in libreria per le EdizioniCastelvecchi, “Euro in bilico” è l’ultimo libro di Bruno Amoroso, docente emerito di Economia Internazionale e dello Sviluppo presso l’università Roskilde in Danimarca, e presidente del Centro Studi Federico Caffè. Mercoledì 28 marzo avremo la possibilità di ascoltare le sue tesi dal vivo all’Università della Calabria, grazie all’iniziativa organizzata dal Filorosso presso il DAM (Polifunzionale) alle ore 17:30. Ne discuteranno insieme a lui Pierangelo Dacrema, docente Unical, Elisabetta Della Corte, ricercatrice Unical e Oscar Greco, ricercatore precario.
Ritorna “Il CineFILO”, l’appuntamento settimanale degli studenti dell’Unical con il cinema irriverente nella Sala Teatro del DAM, presso il Polifunzionale. La proiezione del film si svolgerà giovedì 8 marzo alle ore 21:30 e a seguire spazio alla musica con UNICALternative Party.
Il 2012 si apre con una buona notizia: Roberto Benigni riceverà la laurea honoris causa in filologia moderna il 17 gennaio all’Università della Calabria. Si preannuncia un grande evento anche perché il nostro ateneo compie i suoi primi 40 anni di vita: un’istituzione che rappresenta una delle positività della Calabria ed è strumento di cultura e di emancipazione per migliaia di calabresi, ha tante buone ragioni per festeggiare.